La soglia del 5% riguarda un errore molto concreto.
Il cliente paga con carta o bancomat, ma al momento dell’emissione del documento commerciale l’esercente indica per errore “contanti” come forma di pagamento.
Il corrispettivo è stato registrato, ma nei dati trasmessi dal Registratore Telematico l’operazione risulta pagata in contanti. Nei dati comunicati dall’Acquirer, invece, compare correttamente come pagamento elettronico. Nasce così una discrepanza tra il numero delle operazioni indicate nell’RT come pagate elettronicamente e il numero dei pagamenti elettronici effettivamente accettati tramite POS.
Il caso tipico è l’errore dell’esercente che, a fronte di un pagamento con carta o bancomat, registra sul RT la modalità “contanti”.
Il controllo riguarda il numero delle operazioni e non gli importi.
Esempio: su 100 pagamenti effettuati tramite POS, se 95 risultano registrati dall’RT come pagamenti elettronici, lo scostamento è del 5% e rientra nella soglia di tolleranza. Con 94 operazioni, lo scostamento sale al 6% e supera la soglia.
È quindi fondamentale che le modalità di pagamento registrate sul Registratore Telematico corrispondano il più possibile a quelle effettivamente utilizzate tramite POS.
La verifica non si basa sul confronto degli incassi in euro, poiché possono esistere operazioni effettuate tramite POS che non corrispondono a corrispettivi soggetti a questo specifico controllo.
In sintesi: la soglia del 5% riguarda il numero delle operazioni POS confrontate con quelle registrate dall’RT come pagamenti elettronici.
